Il Sudtirolo

Leggendario mondo
montano mediterraneo
Vivere la natura del Sudtirolo
Occulta armonia delle cascate attorno alla Fragsburg
A bocca aperta nel “Knottnkino”, il cinema-natura
L’aura mistica del campanile emergente dal lago di Resia
E’ compito arduo tradurre in parole il magico fascino del Sudtirolo. Una regione ricca di poesia, dove le vette incontaminate ricoperte dai ghiacci degradano sino ai dolci ed arcuati pendii rivestiti di generosi vigneti, dove romantici ruscelli montani mugghiando si precipitano in basso e dove maestose palme spuntano dal terreno. Una terra come il Sudtirolo, ricca di miti e di leggende non svelerà mai per intero i propri segreti, piuttosto inviterà, seducente come non mai, a scoprirne il fascino ed i misteri nonché a viverla intensamente.

La Fragsburg si trova nel cuore di questo scenario montano di natura alpino-mediterranea tanto ricco di storia e di leggende. Distante dal nostro hotel solo 10 minuti di comoda passeggiata nel bosco si raggiunge un posto del tutto particolare: la cascata della Fragsburg. L’acqua sgorga direttamente dalla roccia e con un salto di 135 metri si tuffa verso il basso. Sull’altro versante della valle, sui pendii del Gruppo di Tessa, la cascata di Parcines offre uno spettacolo altrettanto imponente. Percorrendo un sentiero attraverso il bosco è possibile compiere un’escursione di circa 40 minuti sino a raggiungere la buschenschank (caratteristico punto di ristoro tirolese) Greiter, dove sul verde pendio un lama ed uno struzzo tengono compagnia ad un asino. Sul Rotsteinkogel un grande cinema naturale apre la vista su uno scenario mozzafiato. Nel cosiddetto “Knottnkino” (dove “Kino” sta per “cinema” e “Knottn” nel dialetto sudtirolese sta per “roccia”) trenta poltroncine in acciaio e legno di castagno consentono di sedersi e dallo sperone di roccia sul quale sono state collocate spaziare con lo sguardo sull’intera Val d’Adige con la conca di Merano e le valli che da questa si dipartono a forma di stella. Dietro a queste si ergono maestose le vette dolomitiche ed all’orizzonte le cime dei monti della Ötztal e del Parco Naturale di Tessa, che si può ammirare pure dalla Fragsburg. Oppure è possibile compiere un’escursione nelle Dolomiti sull’alpe di Fanes, il cui ameno anfiteatro naturale secondo una leggenda ladina è chiamato “parlamento delle marmotte” – un paesaggio idilliaco con prati e pascoli, con laghetti d’origine carsica e torrenti di montagna. Un’aura di velato misticismo ammanta il lago di Resia, dove il vecchio campanile, divenuto ormai il simbolo della Venosta, svetta romito ergendosi austero sull’ acqua.


Chi nel meranese non intende solo compiere delle escursioni, bensì pure approfondire la conoscenza degli usi e costumi nonché delle consuetudini locali tuffandosi nel mare magnum degli eventi proverà l’emozione di contemplare i tradizionali falò accesi sui monti nella notte del Sacro Cuore, di partecipare alle feste della raccolta delle mele o della vendemmia, di assistere alla transumanza, il ritorno del bestiame dall’alpeggio, evento dai mille suoni e colori, per finire con le manifestazioni luculliane quali la festa dell’uva a Merano oppure il Winefestival o le Settimane musicali meranesi o il Festival di musica jazz.

Al tramonto nel riverbero del sole si riflette secondo la leggenda il triste destino di Laurino, re dei nani, con il suo giardino delle rose (Rosengarten – Catinaccio)
Arte, rito e cura
Il mélange moderno di Merano

Terra e gente

Tra usanze e modernità

Dalle settimane musicali meranesi che sul finire dell’estate inondano il palazzo del Kurhaus di suoni dal timbro classico e romantico come ai più bei tempi della monarchia asburgica è questione d’un attimo il salto al festival transumante dell’arte d’avanguardia (Transart) che si avvale della partecipazione di artisti provenienti dal panorama internazionale. Un evento che d’altronde oggi viene considerato alla stregua di un rito come l’annuale transumanza delle greggi dei contadini della Val Senales.
Da usi e costumi vecchi di secoli, dall’amore per le arti più raffinate, da una certa curiosità rivolta al mondo ed a quanto di prezioso esso può offrire, i sudtirolesi sono riusciti a creare un paesaggio culturale che si addice perfettamente alla naturale e molteplice varietà caratterizzante l’elemento alpino-mediterraneo.

Merano e la sua cultura

Edifici sfarzosi, palme e prosecco

Merano, un tempo il solatio balcone della monarchia, oggi una città italiana animata e piena di vita che dona a chi la abita ed a chi le fa visita levità d’animo e voglia di vivere e che tuttavia emana una sorta di pacata serenità. Tra gli edifici in stile classico come il Kurhaus o gli incantevoli giardini di castel Trauttmansdorff che gli fanno da corolla sta fiorendo nei vicoli di Merano accanto agli eleganti caffè ed alle boutique esclusive un nuovo e consapevole interesse per l’arte di strada, per le botteghe di design nonché per palcoscenici musicali e locali alternativi.

Le “Saligen Feyen” (vecchie donne selvatiche) al Kurhaus di Merano
Il mondo alpino-mediterraneo attorno a Merano
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